lunedì, Marzo 31, 2025

La salute della prostata si ottiene sopprimendo l’infiammazione: ma anche evitando troppi grassi

Share

L’iperplasia prostatica benigna (IPB), una condizione comune che causa l’ingrossamento della prostata negli uomini anziani, porta a problemi urinari. colpisce milioni di uomini con l’avanzare dell’età, rendendo la minzione più difficile e talvolta dolorosa. Mentre l’età e i cambiamenti ormonali sono fattori noti, le cause precise dell’ingrossamento della prostata rimangono poco chiare. Questo studio fornisce nuove prove che l’infiammazione, in particolare i marcatori infiammatori derivati ​​dai lipidi, possono essere un fattore trainante dietro l’IPB, in particolare in coloro con una cattiva salute metabolica. Un team di ricercatori della Pomeranian Medical University, ha esaminato in che modo la salute metabolica e l’infiammazione e contribuiscono all’IPB.

I loro risultati suggeriscono che le molecole correlate all’infiammazione nel sangue possono svolgere un ruolo chiave nello sviluppo dell’IPB, in particolare negli uomini con sindrome metabolica, un gruppo di condizioni tra cui obesità, glicemia alta e colesterolo alto. Il team di ricerca ha analizzato campioni di sangue di 219 uomini, di cui 144 con IPB e 75 senza, misurando i marcatori correlati all’infiammazione e allo stress ossidativo. I risultati hanno mostrato che gli uomini con BPH avevano livelli significativamente più alti di molecole pro-infiammatorie come 12S-HETE e 5-HETE mentre avevano livelli più bassi di sostanze antinfiammatorie come la lipoxina A4. Lo squilibrio era ancora più pronunciato negli uomini con BPH e sindrome metabolica.

Ciò indica un possibile collegamento tra una cattiva salute metabolica e un peggioramento delle condizioni della prostata. Inoltre, ci sono sempre più prove che collegano l’insorgenza dell’infiammazione allo sviluppo di malattie della prostata, tra cui BPH e cancro alla prostata. La disfunzione metabolica e l’infiammazione duratura (flogosi cronica) possono non solo contribuire allo sviluppo di BPH, ma anche esacerbarne la gravità. Il monitoraggio della salute metabolica potrebbe svolgere un ruolo nel ridurre il rischio di ingrossamento della prostata. Contemporaneamente, lo scorso gennaio Lanman et al. hanno pubblicato che la patogenesi della BPH può anche basarsi sull’infiltrazione di questa ghiandola con macrofagi pieni di lipidi.

È stato osservato che i sottotipi di macrofagi ricchi di lipidi si localizzano all’interno dello stroma nei tessuti BPH. Studi in vitro indicano che i macrofagi carichi di lipidi aumentano la proliferazione delle cellule epiteliali e stromali della prostata rispetto ai macrofagi di controllo. Sono necessarie ricerche future che potrebbero concentrarsi sul fatto che i trattamenti antinfiammatori o i cambiamenti nello stile di vita, come una dieta migliorata, la gestione del peso e l’esercizio fisico, possano aiutare a rallentare la progressione della BPH o a ridurne i sintomi. È strano che mediatori potenzialmente antinfiammatori (come resolvina E1 e marensina A1) fossero più elevati nei soggetti con BPH; questo tuttavia potrebbe indicare il tentativo della prostata di contenere l’ambiente infiammatorio.

Non ci sono dubbi, comunque, che la salute metabolica (che si può controllare soprattutto a tavola) ha il suo peso centrale nel regolare la salute della ghiandola prostatica. Aumentare l’introduzione di grassi monoinsaturi (es. con olio d’oliva, olio di canola o di girasole) o polinsaturi tipo omega-3 (merluzzo, salmone, tonno, semi di lino, noci ed avocado) può servire alla sintesi di una maggiore quota di mediatori antinfiammatori che possono impedire l’ingrossamento prostatico su base infiammatoria.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Ratajczak W et al. Aging (Albany NY). 2025; 17(1):116-130.

Kaltsas A, Giannakas T et al. Diseases. 2025; 13(2):53.

Lanman NA, Meco E et al. Front Immunol. 2025; 15:1494476.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998; specialista in Biochimica Clinica dal 2002; dottorato in Neurobiologia nel 2006; Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA (2004-2008) alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la Clinica Basile di catania (dal 2013) Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania (del 2020) Medico penitenziario presso CC.SR. Cavadonna dal 2024. Si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

Read more

Local News